“Anche Clotilde lo chiamava «tesoro mio», «cocco mio», «topolino mio». E gli sembravano parole soavi…”

“Anche Clotilde lo chiamava «tesoro mio», «cocco mio», «topolino mio». E gli sembravano parole soavi e carezzevoli. Mentre dette poco fa da quell’altra lo avevano irritato e stomacato. Proprio vero che le parole d’amore, che son sempre le medesime, prendono il gusto delle labbra che le pronunciano.”

Guy de Maupassant, Bel Ami, 1885 – Parte seconda, cap. V (via somehow—here)